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Torna con un'edizione speciale il tradizionale appuntamento dedicato all'arte "Un'Opera al mese"

Domenica 27 settembre all'Auditorium Conad Città di Forlì.

Data :

26 settembre 2026

Categorie:
Cultura
Torna con un'edizione speciale il tradizionale appuntamento dedicato all'arte "Un'Opera al mese"
Municipium

Descrizione

Domenica 27 settembre all'Auditorium Conad Città di Forlì ore 18:30, con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, protagonista della serata sarà uno dei capolavori più preziosi della raccolta d'arte della Banca d'Italia, custodito a Roma a Palazzo Cock: il pregevole dipinto di Armando Spadini "Bambini che studiano", datato 1918. Un'opera che deve buona parte della sua fama al fatto di essere stata riprodotta sulla banconota da 1.000 lire dedicata a Maria Montessori, entrando così nell’immaginario collettivo. Si tratta di un evento speciale perchè questo capolavoro, che ritrae i due figli del pittore intenti a studiare, è normalmente non visibile al pubblico.
"Il nostro impegno costante rivolto a proporre nuovi modi di comunicare l’arte in grado di raggiungere un pubblico il più largo possibile - dichiarano il Sindaco Gian Luca Zattini e il Vicesindaco con delega alla Cultura Vincenzo Bongiorno - ci ha portato al felice incontro con la Banca d’Italia e alla scelta di dedicare un’edizione speciale di “Un’opera al mese” a questo capolavoro, appartenente alla stessa Banca, all'interno dell’iniziativa In viaggio con la Banca d’Italia, presso la Filiale di Forlì."
La rassegna, curata da Stefano Benetti, è organizzata dal Servizio Cultura Turismo dell'Assessorato alla Cultura in collaborazione con gli Amici dei Musei di Forlì.
A narrare l'opera sarà la professoressa Barbara Cinelli, docente di Storia dell’arte Contemporanea presso l’Università Roma 3 e profonda conoscitrice dell'artista. A lei infatti
la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza ha affidato la curatela della mostra interamente dedicata ad Armando Spadini, pittore centrale nel panorama artistico italiano dei primi due decenni del XX secolo, che aprirà il 21 novembre prossimo.
"Bambini che studiano" - spiega Barbara Cinelli - appartiene ad un gruppo di opere che Armando Spadini dipinse nel 1918, quando, dopo un lungo periodo di difficoltà professionali ed economiche aveva finalmente conquistato, nel panorama romano, una posizione di riconosciuta autorevolezza. In quell’anno si era tenuta alla Casina Valadier al Pincio una sua mostra personale, alla quale critici e pubblico avevano tributato unanime consenso. Ma la storia di questo dipinto merita di essere raccontata perché non solo non fu esposto in quella occasione, ma non fu disponibile al pubblico fino alla Biennale veneziana del 1924, quando, a solo un anno dalla morte precoce dell’artista, fu organizzata per lui una mostra personale alla Biennale di Venezia. Questo dipinto apparteneva infatti all’avvocato romano Emanuele Fiano, che dell’artista fu uno dei maggiori collezionisti, e che non accettava di separarsene; solo quando Roberto Gualino, l’industriale torinese appassionato d’arte volle arricchire la sua collezione con alcuni dei migliori dipinti di arte contemporanea Fiano accettò di venderlo, e per pochi giorni l’opera fu esposta nel 1928 a Torino, proprio nel palazzo degli Uffici di Gualino. Ma i Bambini che studiano erano destinati ad essere nuovamente sottratti al godimento del grande pubblico: a seguito, infatti, del fallimento dell’industriale torinese nel 1931 la sua collezione fu acquisita dalla Banca d’Italia, e da allora il dipinto di Spadini sarebbe uscito da quelle stanze solo per rare occasioni espositive. È dunque un’opportunità straordinaria che sia ora consentito non solo di cogliere dal vero la qualità dell’opera; ma di verificare, attraverso una attenta lettura dello stile, che Armando Spadini, capace di coniugare rigore formale e ricchezza cromatica e luminosa, non è un pittore attardato ma un artista moderno del Novecento".
All'appuntamento di domenica all'Auditorium Conad Città di Forlì seguirà l’esposizione presso il Museo Civico di San Domenico, dal 29 settembre al 25 ottobre, dello stesso dipinto di Spadini accostato all’opera di Francesco Menzio, “Nello studio”, appartenente alla collezione civica Giuseppe Verzocchi, in un dialogo inedito ricco di spunti di affinità.
 
 

Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2026, 12:30

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