Descrizione
La chiesa attuale è a navata unica, con il soffitto a travature scoperte e un porticato davanti. Riproduce la struttura della chiesa distrutta, con un ordine razionale maggiore, dovuto all'intervento di Cesare Valle, che esamina il progetto come Componente della Commissione ministeriale per la ricostruzione[27]. Dove infatti la chiesa originaria presentava una struttura asimmetrica e un porticato sbilanciato, quella attuale ha due perfetti salienti e un portico più regolare. L'alternanza di colore mattone con bianco riprende la tradizione, mentre il campanile non venne mai ricostruito per mancanza di fondi. Tuttavia le campane recuperate sono poi state montate nel 1970 sul campanile del Duomo.
All'interno si trovano delle opere d'arte scampate alla distruzione, come un trittico tardo quattrocentesco, rappresentante la Madonna in Trono col Bambino e i Santi, posto sul primo altare di sinistra e realizzato da Marco Palmezzano. Sul primo altare di destra invece è sistemata una tela di Guido Reni, si tratta di un'Immacolata Concezione probabilmente realizzata nel 1627. Sui gradini del presbiterio inoltre è collocata la quattrocentesca acquasantiera in marmo bianco al centro del quale si distingue una piccola rana.
Il 25 novembre 1994 sono state inaugurate otto lunette realizzate a olio su tela incastonate in robusti telai. Le opere sono state realizzate dai pittori forlivesi[28] Roberto Casadio, Mario Di Cicco e Gianni Cinciarini (che hanno lavorato alla stessa lunetta), Miria Malandri, Daniele Masini, Ettore Nadiani, Pier Claudio Pantieri, Angelo Ranzi, Irene Ugolini Zoli[29]. Le opere sono state realizzate in occasione dei cinquant'anni dal bombardamento che ha distrutto la chiesa precedente. Come tema si è deciso di dedicare ogni lunetta a un santo che in qualche modo ha avuto a che fare con la storia della chiesa stessa. Per primo San Biagio, attuale dedicatario della chiesa; San Girolamo a cui la chiesa precedente era dedicata interamente prima che assorbisse anche il titolo di San Biagio; San Francesco e Sant'Antonio perché la chiesa originaria era gestita dalla Congregazione dei minori Osservanti (che sono francescani); Santa Chiara a cui era dedicato un luogo di culto ora scomparso nelle vicinanze (che aveva dato il nome alla parimenti scomparsa Porta Santa Chiara); Santa Dorotea per la scuola presente in via dei Mille; Santa Caterina d'Alessandria a cui è dedicata la fiera che si tiene annualmente di fronte alla chiesa; San Luigi Gonzaga e San Francesco di Sales per il vicino oratorio e infine la Madonna del Fuoco, patrona dell'intera Forlì.
Modalità d'accesso
La chiesa è accessibile a tutti
Indirizzo
Punti di contatto
Ultimo aggiornamento: 6 maggio 2026, 12:31