Descrizione
Il Comune di Forlì si conferma motore trainante e punto di riferimento per la cooperazione internazionale e la solidarietà verso il popolo ucraino. Anche quest’anno, il progetto “Una Pizza per Sperare 2”, che vede l’Amministrazione forlivese nel ruolo di ente capofila, si è classificato al primo posto nella graduatoria del bando per la cooperazione internazionale promosso dalla Regione Emilia-Romagna.
Un risultato prestigioso che premia l'impegno ininterrotto del Comune di Forlì: fin dall'inizio del conflitto, infatti, l'Amministrazione non ha mai smesso di promuovere e coordinare importanti interventi di aiuto e cooperazione, intercettando e valorizzando i finanziamenti messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna per trasformarli in azioni concrete sul territorio ucraino.
L'iniziativa, che si svilupperà nell'arco di sei mesi, vede il Comune di Forlì coordinare una rete articolata di partner italiani e ucraini. Tra questi figurano il Comune di Bagnacavallo, il Comitato per la lotta contro la fame nel mondo, l’Associazione San Giuda Taddeo, Domus Coop, la Fondazione Misericordia di Ivano-Frankivsk, il Comune di Ivano-Frankivsk e la Diocesi di Kharkiv.
«Il raggiungimento del primo posto in graduatoria regionale conferma il valore del lavoro di rete promosso dal territorio» dichiara Kevin Bravi, Assessore alle Politiche internazionali del Comune di Forlì. «Come Amministrazione operiamo da raccordo istituzionale per canalizzare e gestire risorse destinate a progetti di sostegno concreto. 'Una Pizza per Sperare 2' affianca all'assistenza alimentare d'emergenza interventi strutturati di inclusione lavorativa per persone con disabilità e percorsi di autonomia per i reduci di guerra. Ringraziamo la Regione Emilia-Romagna per il continuo sostegno e le realtà partner che partecipano all'attuazione del programma».
Il progetto interviene in due contesti differenti: la regione di Ivano-Frankivsk, centro strategico per l'accoglienza degli sfollati interni, e la regione di Kharkiv, situata a ridosso del fronte. Le azioni previste combinano l'aiuto d'emergenza, attraverso la distribuzione di 6.000 pizze da parte dei pizza truck e la consegna di 25 tonnellate di beni umanitari, con percorsi a lungo termine. Tra questi ultimi rientrano la formazione professionale di 30 giovani con disabilità cognitive nel settore della ristorazione, l'affiancamento a 7 veterani e familiari per l'avvio di attività autonome e la creazione di un tavolo istituzionale sull'inclusione sociale e sulla governance locale. Inoltre, il programma punta alla sostenibilità futura attraverso lo studio per la costituzione di cooperative sociali no-profit in Ucraina.
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Ultimo aggiornamento: 27 agosto 2026, 10:58